Visualizzazione post con etichetta Otello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Otello. Mostra tutti i post

domenica 31 luglio 2011

Daniela Dessì e Fabio Armiliato in importanti appuntamenti televisivi in agosto!


Sarà un’estate all’insegna della lirica quella che si prospetta nei palinsesti televisivi che vedranno impegnati Daniela Dessì e Fabio Armiliato in diverse apparizioni televisive.
Si comincia subito Lunedi 1 agosto, su RAI 1, con la trasmissione Applausi. Dagli studi della RAI di Roma, per questo appuntamento culturale condotto dal giornalista Gigi Marzullo, Daniela Dessì e Fabio Armiliato saranno i protagonisti di un interessante dibattito e confronto su Norma di Bellini, da loro rappresentata al Teatro Comunale di Bologna nel 2008, per la regia di Federico Tiezzi e ormai storico debutto del grande soprano nel ruolo della sacerdotessa druida.
Qualche giorno di breve attesa e, in data Lunedi 8 agosto, in onda su RAI 3 a partire dalle ore 00.30 per il ciclo La grande musica di Rai 3, l’opera integrale Tosca di Giacomo Puccini rappresentata al Teatro Carlo Felice di Genova, città natale di ambedue gli artisti, nel giugno 2010, per la regia di Renzo Giaccheri. Edizione questa che sarà presto commercializzata in DVD per l’etichetta Raitrade-Arthaus come già accaduto per le precedenti produzioni con interpreti Dessì e Armiliato della “ Francesca da Rimini“ e de ”La Fanciulla del West”.
E per non perdere ancora una volta i vostri cantanti lirici preferiti, insieme al baritono Giovanni Meoni nel ruolo di Jago, nuovamente in Applausi nella puntata prevista per martedi 9 agosto con argomento il grande capolavoro verdiano Otello rappresentato fra l’altro dagli stessi artisti la scorsa primavera all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, per la regia del Sovrintendente Stefano Mazzonis di Pralafera e che vedeva il debutto assoluto nel ruolo del tenore genovese e che presto sarà disponibile anch’esso sia in formato CD, prodotto dalla major discografica SoloVoce ed in DVD, prodotto dalla etichetta Dynamic.

Un arrivederci a settembre, con Il Trovatore.

martedì 26 aprile 2011

OTELLO in diretta web!



Una bellissima notizia per tutti coloro che non potranno essere a Liegi per assistere ad una delle recite di Otello: la serata di giovedì verrà trasmessa in diretta sul sito dell'Opéra Royal de Wallonie.
L'appuntamento è quindi per le ore 20:00 del 28 aprile a questo indirizzo.

Buona visione!

lunedì 25 aprile 2011

"Otello a Liegi" (recensione di Enrico Stinchelli)

3 aprile 2011 - Un felice debutto quello di Fabio Armiliato, in quello che è giustamente considerato le role-fétiche per ogni tenore verdiano e direi, più in generale, per ogni tenore che voglia definirsi tale.

L'Otello di Verdi sbarca dunque a Liegi nella nuova produzione fortemente voluta dal suo direttore artistico, Stefano Mazzonis di Pralafera, che ne cura anche la regìa. Quasi interamente italiano il cast: con Armiliato la Desdemona di Daniela Dessì, lo Jago di Giovanni Meoni, il Cassio di Cristiano Cremonini, il Rodrigo di Luciano Montanaro, la concertazione di Paolo Arrivabeni. Un grandissimo successo per tutti, è bene dirlo in apertura, con continui applausi a scena aperta e un trionfo al termine della rappresentazione.

Essendo in restauro lo storico Teatro d'Opera della cittadina belga, la stagione viene realizzata all'interno del Palafenice....sì...proprio lui....acquistato direttamente da Mazzonis, dopo che per oltre un decennio la Fenice lo aveva noleggiato dal Circo Togni. La struttura è d'emergenza ma estremamente funzionale: un lungo palco sormontato dalle “americane”, cioé dal ring delle luci, la buca ricavata alla meglio per ospitare la grande orchestra, con un effetto acustico abbastanza buono che non richiede amplificazione alcuna.

Magnifico l'allestimento, con la regìa di Mazzonis che per fortuna è assolutamente rispettoso della drammaturgìa e dell'ambientazione tradizionale, con costumi stupendi firmati da Fernand Ruiz, tra i più belli che si siano visti in “Otello”, curati nei minimi dettagli e messi in risalto dalle luci che ne captavano ogni riflesso.



Fabio Armiliato opta per un Otello assolutamente “dentro” la parte, frase per frase. Raramente si assiste a una recita in cui l'immedesimazione scenica giunge a tali punti di vigore drammatico ed emozionale, al punto da far temere seriamente per l'incolumità della Desdemona. Il suo è un Otello vigoroso, passionale, in cui l'aspetto giovanile e baldanzoso prevale sulla versione crepuscolare, depressa, offerta da altre interpretazioni: un Otello che scatta come una molla fin dal primissimo sospetto, all'inizio del II atto, e che non cerca toni sommessi e disperati, ma piuttosto è incline a un canto diretto, veemente, con uno strettissimo legame tra parola e azione. Impressionante nell'Esultate iniziale, giocato senza risparmio, Armiliato cerca di scolpire ogni frase come fosse un monumento a sé stante, dando carattere e senso al fraseggio e ai colori richiesti da Verdi. Il primo, ma soprattutto il terzo e il quarto atto sono quelli in cui il tenore genovese trova l'acme della sua interpretazione, giungendo a un monologo (“Dio mi potevi scagliar”) e al “Niun mi tema” finale con una solidità e una carica drammatica di grande impatto emotivo.Se un piccolo rimprovero può essere mosso è quello di aver, soprattutto nel terribile secondo atto, allargato un po' troppo la zona centrale della voce, cercando toni ancor più corruschi e drammatici, quando sarebbe stato meglio invece giocare su toni più discorsivi e sfumati, onde superare con squillo e facilità tanti passaggi vocalmente impervii (“...amore e gelosia vadan dispersi insieme”, “della gloria d'Otello è questo il fin”, il duetto finale “Sì per ciel”, comunque risolti con baldanza). Ma sono cose che è l'esperienza e la consuetudine in scena che insegnano. Le repliche aiuteranno Armiliato a frenare il temperamento e a giocare d'astuzia , dosando le forze e distribuendole con sagacia. Va comunque ascritta una lettura molto intensa, da Artista con la A maiuscola, e sulla linea della grande tradizione italiana (si sente che Fabio Armiliato studia e conosce le importanti registrazioni del passato.

Con estrema naturalezza l'esperta Desdemona di Daniela Dessì segue fedelmente il tracciato verdiano e gioca sulle delicate mezzevoci, sui pianissimi eterei, puntando su un personaggio remissivo e rassegnato al suo destino , come in fondo Desdemona è. Nei punti nodali, cioé nei grandi voli melodici dei concertati e dei duetti, la Dessì tira fuori le unghie e lo fa con intelligenza, senza mai forzare o uscire da una linea nobile e lirica. L'Ave Maria , il duetto del I atto e lo scontro violento del III sono il nucleo della sua interpretazione.

Lo Jago di Giovanni Meoni è nobile, misurato, non indulge mai a “effettacci” e punta tutto sulla parola scandita, chiara, che privilegia quindi l'aspetto ambiguo e viscido dell'alfiere della “moresca signorìa” di Cipro. Una magnifica figura perfettamente in sintonìa con la coppia Armiliato-Dessì.

Molto buono il reparto dei comprimari e la prestazione di Coro e Orchestra dell'Opéra Royal de Wallonie, con il maestro Marcel Seminara a capo del Coro.

La compattezza e la varietà dei colori della compagine è assicurata dal lavoro meticoloso del direttore stabile, Paolo Arrivabeni, che oltre a garantire la precisione mantiene un ottimo equilibrio con il palcoscenico, non sovrastando mai le voci e scegliendo tempi sempre molto calibrati alle esigenze di ogni singolo interprete. Una lettura pulita, tersa, di grande impatto. Anche a lui sono andati i calorosi applausi del pubblico, al termine e all'entrata , prima del III atto.


http://www.enricostinchelli.it/site/news/214-otello-a-liegi-il-debutto-di-fabio-armiliato.html

martedì 5 ottobre 2010

La stagione 2010-11 di Daniela Dessì!


Eccoci di ritorno dopo i trionfi estivi de La Fanciulla del West al Festival Puccini e del recital di canto a La Coruña!
E si ricomincia alla grande, con I vespri siciliani (10, 13, 17, 20, 24 ottobre) al Festival Verdi di Parma. Praticamente un debutto, visto che Daniela ha affrontato, ad oggi, solo la versione francese dell’Opera in una famosa produzione romana del 1997. Al suo fianco un cast di brillanti stelle verdiane: Fabio Armiliato, Leo Nucci e Giacomo Prestia.

Si vola poi a San Francisco dove ritroviamo i ciliegi e le “piccole cose, umili e silenziose” di Madama Butterfly (5, 11, 14, 17, 21, 27 novembre), uno dei ruoli indiscutibilmente più legati alla notorietà mondiale di Daniela Dessì.

In dicembre (8, 11 e 14) è poi previsto l’atteso ritorno, accanto a Fabio Armiliato, in Francesca da Rimini al Teatro Verdi di Salerno ed un concerto (22), sempre a fianco del Tenore genovese, a Caracas, con la direzione del Maestro Gustavo Dudamel.

Il nuovo anno si apre in maniera grandiosa, con l’inaugurazione della stagione 2011 del Teatro Regio di Parma con La Forza del Destino. Daniela Dessì sarà quindi di nuovo Leonora dopo la splendida prova fornita all’Opéra de Monte-Carlo due anni fa.

Per febbraio invece è previsto l’importante debutto ne La Gioconda di Amilcare Ponchielli, al Teatro Massimo di Palermo. Al fianco di Daniela, ci saranno Salvatore Licitra, Marianne Cornetti ed Alberto Mastromarino.

Il 19 di aprile Daniela Dessì tornerà infine ad indossare gli splendidi panni di Desdemona nella prima di sette recite previste tra tra Belgio ed Olanda (Liegi, Heerlen e Charleroi) per il debutto di Fabio Armiliato come Otello (19,22,28/04 e 01,03,07,11/05).

Una bellissima carrellata nella grande Opera italiana, da Verdi a Ponchielli, da Puccini a Zandonai... non resta quindi che prepararsi a partire sulle tracce della nostra inarrivabile Daniela!

venerdì 30 ottobre 2009

"Quando nel canto c'è l'arte" (recensione dalla Gazzetta di Parma)

"Se si va a teatro per opere e concerti, si dovrebbe riuscire a fissare, ogni volta, qualcosa in più dell’emozione: verificare se esiste il segno - o il disegno - di un’interpretazione; capire quando oltre all’attimo di esaltazione (se c'è) sopravvive qualcosa che resta: di solito l’arte è lì.
Questa possibilità viene da tempo offerta al pubblico dal soprano Daniela Dessì e dal tenore Fabio Armiliato. Quando si ha in sorte di ascoltarli - come è avvenuto l’altro ieri al Teatro Verdi di Busseto - ci si accorge che tecnica, stile, qualità vocali sono sì la base imprescindibile per un’interpretazione convincente, ma non sono l’asettico strumentario a cui essi si affidano per cantare.
Daniela Dessì e Fabio Armiliato hanno saputo andare oltre: si avverte in loro una tensione permanente e felice per caricare di senso - che non è semplicemente «effetto» - la parola scenica; ogni respiro, ogni pausa, si associano a una precisa responsabilità musicale; ogni sillaba si sposa alla nota con piena consapevolezza di non dover essere subordinata al «recitare» (cioè di non oggettivare una finzione), ma di dover «esistere» in quanto musica e dramma insieme: verità, in fondo. Concerto finale del Festival Verdi a Busseto: Daniela Dessì e Fabio Armiliato hanno interpretato arie e duetti da I Masnadieri, Macbeth, La forza del destino, Don Carlo, Otello, Aida. Valida, poi, l’idea di proporre trascrizioni cameristiche da Aida e Trovatore con Marco Boemi (pianoforte) Francesco Dessy (violoncello) e Felice Clemente (clarinetto). Armiliato ha sviluppato negli anni un’inattaccabile coerenza psicologica e drammatica - fatta di voce, musica e nessuno sconto su se stesso - per restituire con intensità e dettaglio il profilo di personaggi come Carlo Moor, Alvaro, Don Carlo. Un Armiliato struggente - a Busseto - in «Di ladroni attorniato» dai Masnadieri; elegiaco e afflitto in «O tu che in seno agli angeli» dalla Forza del destino; amaro e sincero - senza beceri retaggi emulativi - in «Dio, mi potevi scagliar» da Otello. Daniela Dessì: quella voce screziata di miele e diamante, quell'aristocratica naturalezza nel cantare come se il soffio perverso di Lady Macbeth o la purezza di Desdemona ti sfiorassero i capelli. Eccola dunque inedita e superlativa nell’aria «La luce langue» dal Macbeth, sospesa fra cupi dubbi e inique speranze. E ancora splendida in «Ritorna vincitor» (Aida), «Pace mio Dio!» (Forza del destino), destrieri sui quali da sempre cavalca divina. Acclamati i duetti «Io vengo a domandar grazia» (Don Carlo), «La fatal pietra» (Aida), «Dio ti giocondi o sposo» (Otello). Teatro gremito, serata febbrile di applausi, ovazioni e bis dalla Traviata. Giusto ciel, ecco che ci voleva a Busseto: la Dessì e Armiliato!"

Elena Formica, Gazzetta di Parma

giovedì 8 ottobre 2009

"Emozione Armiliato-Dessì: a Jesi il trionfo del belcanto" (recensione da IL MESSAGGERO - Ancona)


"JESI - Un pubblico entusista, plaudente e festoso ("Siete meravigliosi!" ha detto la Dessì tra gli applausi finali) ha accolto giovedì sera il poderoso recital di Daniela Dessì e Fabio Armiliato che, impegnati in un programma lungo e complesso, hanno inaugurato la 42° Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi. Alle prese con un programma non facile e ricco di pagine amatissime i due artisti hanno saputo galvanizzare e coinvolgere gli spettatore accorsi per l'occasione, prodighi di applausi e di ovazioni dopo ogni esecuzione. Daniela Dessì ha confermato le qualitù che ne fanno una delle primedonne più richieste del presente, grazie alla bellezza del timbro e al' intelligenza di un fraseggio sempre intelligente e curato: più ancora che nell'opulento Vissi d'arte da Tosca o nell'impegnato Pace, pace mio Dio dalla verdiana Forza del Destino (opera che, stando al gossip più accreditato, i due artisti interpreteranno la prossima estate allo Sferisterio di Macerata) la Dessì ha saputo entusiasmare con una Desdemona dell'Otello verdiano assolutamente incantevole per poesia d'accento e innocenza d'espressione. Dal canto suo Fabo Armiliato è sembrato partire un poco in sordina con l'aria di Licinio dalla Vestale di Spontini: la ragione è, forse, da ravvisare anche in una scrittura, quella spontiniana, molto strana, alquanto bassa e comunque difficile da eseguire in apertura di serata (nell'opera, difatti, la scena apre l'atto finale) ma anche nel suo caso si sono fatte valere le ragioni di un grande professionismo e di uno studio attento e incisivo. Molto bravo nel difficile Improvviso dal giordaniano Andrea Chénier, Armiliato ha anche consegnato al pubblico (che lo ha salutato con scroscianti applausi) una ragguardevolissima esecuzione del celebre Nessun dorma dalla Turandot, reso con ammirevole pulizia vocale e intrigante asciuttezza di fraseggio. Inutile dire che i due duetti previsti (il Finale I dell'Otello e il Finale dell'Andrea Chénier) hanno entusiasmato per la bella resa comlessiva e per l'evidente "affinità elettiva" dei due artisti. Ottima pure la prova della Form - Orchestra filarmonica marchigiana, davvero impegnatissima sotto la guida sicura di Marco Boemi, che ha avuto i suoi momenti di gloria in un'ampia scelta di celebri Sinfonie e Intermezzi. Ben quattro i bis finali: il Brindisi della Traviata verdiana, con tanto di applausi e timidi cori di pubblico, poi, con Boemi al pianoforte, O mio babbino caro per la Dessì, I'te vurria vasà per Armiliato e un omaggio a Gigli con un inedito duetto di Non ti scordar di me. La stagione jesina proseguirà dal 23 ottobre con La Traviata di Verdi; sarà poi la volta del rossiniano Barbiere di Siviglia (dal 12 novembre) e del dittico formato da La voix humaine di Poulenc e Pagliacci di Leoncavallo (dal 27 novembre). Info: 0731.206888"

G.Cesaretti, 03 ottobre 2009

martedì 29 settembre 2009

"Canto per Renata e Jesi mi resta nel cuore" (intervista a Il Messaggero)


"Jesi-Una delle artiste italiane più importanti, famose e apprezzate dei nostri tempi: il soprano ligure Daniela Dessì (che inaugurerà giovedì sera alle ore 21:00 la Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi con un concerto a fianco del tenore Fabio Armiliato, compagno dell’artista anche nella vita) è quello che si dice una vera primadonna. Artista versatile e completa, nella sua carriera trentennale, la Dessì ha affrontato moltissimi ruoli, distinguendosi proprio a Jesi in alcune rilevanti interpretazioni pergolesiane. «Ricordo Jesi con grandissimo affetto» ci ha detto «ed è una città cui mi sento molto legata: ho cantato a Jesi in tante belle produzioni pergolesiane come Il Flaminio, Adriano in Siria, ma anche lo Stabat Mater»
Pergolesi è un compositore cui è molto legata, quindi...
«Certamente. Credo che se avesse potuto vivere Pergolesi ci avrebbe riempito di capolavori perché basta ammirare quello che ci ha lasciato nei pochi anni in cui è vissuto: ha scritto cose veramente straordinarie, molto innovative musicalmente ma anche ricchissime di soddisfazione per il cantante, che si trova a eseguire pagine di splendida invenzione melodica»
Il concerto di giovedì sarà dedicato a Renata Tebaldi e anche il programma sembra pensato per omaggiare le opere cardine del repertorio della Tebaldi, che poi sono anche le stesse di Daniela Dessì e Fabio Armiliato...
«È vero - ride - ma al di là di questo abbiamo ritenuto doveroso inserire, in un omaggio pensato per un’artista di questo calibro, le incursioni nelle opere di cui la Tebaldi è stata una grandissima interprete, per cui abbiamo scelto Otello, Adriana Lecouvreur, Tosca, Andrea Chénier... tutto quello, insomma, in cui la sua interpretazione è stata grande»
Qual è stato il suo rapporto con la Tebaldi?
«Un rapporto magnifico, anche se limitato ai suoi ultimi anni di vita. Mi ricordo che mi telefonava spesso, dopo avermi sentito per radio in molti ruoli pucciniani, per farmi i complimenti e una volta mi scrisse anche una lettera: per me era un grandissimo sostegno e ne ho un ricordo stupendo»
Da Pergolesi a Puccini... la sua carriera ha coperto un repertorio molto ampio...
«Si è trattato di un’evoluzione naturale. Ho iniziato a studiare canto molto giovane e ho preferito far evolvere la voce con gradualità: ho iniziato quindi con il ‘700 e, pian piano, sono arrivata a Puccini e al Verismo. Affrontare questo repertorio con un bagaglio belcantistico alle spalle credo sia servito per un approccio che ho sempre cercato di rendere nella maniera più musicale e fedele allo spartito possibile»
Le piacerebbe affrontare anche Spontini, magari nella Vestale?
«Sì, mi piacerebbe moltissimo. Si tratta di un’opera stupenda, di grande impatto vocale e scenico, e amerei molto poterla cantare»
E se le proponessero di tornare a cantare Pergolesi oggi?
«Accetterei senza pensarci due volte. Sono sempre disposta a cantare quello che mi riporta indietro nel tempo e a Pergolesi, nonché a Jesi, ho legati ricordi meravigliosi e molto sereni»"
G. Cesaretti, Il Messaggero; 29 settembre 2009

giovedì 28 maggio 2009

"Daniela Dessì: un premio e un cruccio" (intervista a IL SECOLO XIX)


"Un grande riconoscimento, non solo in ambito italiano, ma internazionale, un premio che va a coronare una carriera musicale e artistica attualmente in un momento di massimo fulgore: il Premio "Abbiati" 2008 per i cantanti, riconoscimento che ogni anno la critica italiana assegna ai migliori artisti, società, spettacoli dell' anno, sarà consegnato domani al Teatro Donizetti di Bergamo al soprano genovese Daniela Dessì. Particolarmente lusinghiera è la motivazione, che sottolinea sia la bellezza della voce, che la tecnica che la sorregge, l' eccellenza interpretativa in personaggi del tardo Ottocento e primo Novecento italiano, ma anche in "Norma", un recente debutto, "sempre riportando il belcanto alle ragioni del dramma, senza nulla concedere all' edonismo e al mero sfoggio di bravura". Lei approva: "Parole molto belle e molto reali: io sono così, non ho mai fatto nulla per sfoggio istrionico. Oggi trionfano i fenomeni mediatici, ma i grandi artisti nascono solo dopo vent' anni di lavoro".
Nata a Genova,ma presto trasferitasi a Brescia con la famiglia, Daniela Dessì rivela doti vocali eccezionali già a 11 anni, scoperte dalla sua maestra, Carla Castellani. "Mi ha formato una salda base tecnica, una sicurezza per poter interpretare", dice, scansando i pericoli di una precocità vocale lasciata a se stessa: "Io avrei cantato Aida a 15 anni!". A 17, invece, giunge la smagliante vittoria al concorso Rai, che le apre le porte della carriera: Herbert von Karajan la vuole in un concerto.
Il debutto operistico avviene con il Teatro dell' Opera Giocosa di Savona, con "La serva padrona" di Pergolesi, addentrandosi in un repertorio settecentesco e barocco che avrebbe poi continuato a frequentare anche a Napoli, con Roberto De Simone; poi le opere romantiche, via via allargando i propri orizzonti musicali. Placido Domingo la vuole accanto a sé in "Otello" al Liceu di Barcellona, canta con i più grandi direttori -Abbado, Muti, Mehta, Kleiber- nei maggiori teatri di tutto il mondo, diventando una delle più acclamate interpreti della lirica internazionale. Lavora con grandi registi, in spettacoli memorabili. "Temo solo le regie ignoranti, che non rispettano il canto. E non mi presterei mai a regie, come ho visto sulla copertina di una rivista, con sederi nudi maschili esposti. Bene invece le regie moderne, anche "eccessive", purchè intelligenti. Ho lavorato con Carsen, con la Cavani: lì c' era un pensiero".
Grandi soddisfazioni, ma resta un cruccio. A Genova Daniela Dessì ha cantato davvero poco: nel 1995 per "Le nozze di Figaro" e nel 2001 nell' "Andrea Chénier". Un' assenza dovuta ai ritardi tipicamente italiani nella programmazione, ma non solo: "Non mi è stato mai proposto un progetto sulla mia persona, ma capisco le difficoltà di un teatro in crisi".
La speranza è che in futuro qualcosa si possa fare, anche in coppia con Fabio Armiliato, il tenore genovese con cui ha intrecciato un progetto non solo artistico. E, a domanda precisa su quale sia l' opera in cui questo coinvolgimento traspare con più evidenza, l' indicazione è per la "Francesca da Rimini" di Riccardo Zandonai. "Lì ci vuole un tenore con forte connotazione virile" scherza "ma soprattutto ci vuole un' intesa molto particolare: c'è molta sensualità, aleggia un erotismo palpabile e credo che noi lo possiamo comunicare meglio. E questo vale anche per la "Manon Lescaut" di Puccini".


W. Edwin Rosasco, "Il Secolo XIX"; 28/05/09

martedì 13 gennaio 2009

Daniela Dessì y Fabio Armiliato abren el Vinas


"BARCELONA. Don estrellas internacionales de la lírica, la soprano genovesa Daniela Dessì y el tenor, también genovés, Fabio Armiliato, fueron los protagonistas del recital inaugural de la 46ª edición del Concurso Internacional de Canto Francesc Viñas que este año cuenta con un total de 412 participantes venidos de 52 países. Un año más, el contingente más generoso ha llegado desde Corea, con 113 participantes, doblando el número de españoles clasificados que alcanza los 51. Al igual que en la última edición, se han realizado audiciones preliminares en Hamburgo (que acogió a 71 aspirantes), París, Londres, Milán, Madrid, Nueva York y Barcelona. En el recital del pregón de ayer por la tarde -a cargo del nuevo director general del Liceu,
Joan Francesc Marco y que como es tradicional se realizó en el Saló de Cent del Ayuntamiento-, Dessì y Armiliato, «dos cantantes muy queridos en Barcelona y por el público del Liceu», según palabras de Joan Matabosch, director artístico del Gran Teatre, mostraron un programa dedicado a «obras de Verdi, Puccini y Chaikovsky» según afirmó el tenor. Daniela Dessì, por su parte, interpretó «sólo arias de Puccini, ya que acaba de concluir el año dedicado al 150º aniversario del gran compositor italiano», aunque también cantó, junto a Armiliato -su pareja escénica y en la vida real-, el dúo del «Otello» verdiano, cuyo papel protagonista el tenor debutará en la Opéra Royal de Wallonie (Lieja, Bélgica).
El evento, una vez más, ha reclutado un jurado de primera línea integrado por personalidades del mundo de la lírica como son la mezzosoprano madrileña Teresa Berganza o la soprano valenciana Enedina Lloris, además de responsables artísticos y de «casting» de instituciones como la Washington National Opera, el Festival Rossini de Pesaro, el Maggio Musicale Fiorentino, la Opéra National de Paris, la Ópera de Düsseldorf, el Metropolitan de Nueva York, el Teatro Real de Madrid o el Gran Teatre del Liceu barcelonés, sede de la competición.
En declaraciones previas al recital de ayer, la gran Teresa Berganza, presentada por Matabosch como «mito viviente», afirmó que «en un concurso nunca se sabe cuándo puede aparecer una gran voz. En mi vida he participado en un sólo concurso, en Ginebra y junto a Alfredo Kraus, y no nos dieron ningún premio». Daniela Dessì apuntó por su parte haber participado «en dos concurso, y uno de ello lo gané. Una competición como ésta es importante para un cantante que comienza, porque es bueno dejarse escuchar y aprender a controlar la emoción y el respeto que despierta el escenario». Armiliato reconoció haber ganado «los dos concursos en los que competí; es una experiencia formativa importante».
El Viñas se realizará durante esta semana y el concierto de los ganadores se realizará el próximo domingo, siempre en el Gran Teatre del Liceu."

P.M.-H. (abc.es; 11/01/2009)

sabato 3 gennaio 2009

Fervono amori e danze!


Dopo le trionfali recite di Tosca dello scorso novembre, ecco di nuovo Daniela e Fabio nella bellissima (e questa volta, fortunatamente per chi scrive, molto meno gelida) Trieste per celebrare degnamente l' arrivo del nuovo anno. Programma molto bello, di matrice giustamente nazional-popolare ma eseguito sempre con la massima professionalità.
Vorrei ricordare, in particolar modo, il Dio! mi potevi scagliar di Fabio, superbo melange di tormento e passione, nella speranza, tra l' altro di un prossimo debutto come Otello (esiste già un contratto per una produzione a Liegi nell' aprile/maggio 2011). Altro picco emozionale della serata è Un bel dì vedremo, nel quale Daniela, come sempre, ci dona un piccolo compendio di quella che dovrebbe essere l' arte del canto: intonazione costantemente perfetta, musicalità, impressionante tenuta degli acuti ed un ventaglio infinito di accenti, di colori. Da pelle d' oca!
Notevole anche la prestazione dell' orchestra, guidata dal sempre carismatico Marco Boemi.
Grande successo per tutti, con ripetute (ed esaudite) richieste di bis.

31 gennaio 2008
Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste

CONCERTO DI FINE ANNO

soprano: Daniela Dessì
tenore: Fabio Armiliato

Orchestra e Coro del Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste
direttore: Marco Boemi

programma:
- "I Vespri Siciliani": sinfonia
- "Otello": Già nella notte densa
- "I Lombardi alla Prima Crociata": O signor dal tetto natio
- "Otello": Dio! Mi potevi scagliar
- "La Traviata": Libiamo ne' lieti calici
- "Manon Lescaut": intermezzo
- "Turandot": Nessun dorma
- "Madama Butterfly": Un bel dì vedremo
- "Cavalleria Rusticana": Viva il vino spumeggiante
- "La Gioconda": Danza delle Ore e Feste! Pane! Feste!
- "La Vedova Allegra": Tace il labbro
- "Orphée aux enfers": cancan


mercoledì 12 novembre 2008

"Chi è là? Otello?" con Domingo

Dal Gala Verdi di Parma del 2001:

lunedì 3 novembre 2008

"Già nella notte densa..." (da "La barcaccia")

Ecco il duetto cantato con Fabio alla serata romana dedicata ai vent' anni della trasmissione radiofonica La Barcaccia (27 ottobre 2008):

"Ave Maria..." (OTELLO); Parma 2001

Dal Gala Verdi:


domenica 26 ottobre 2008

La barca(ccia) s' avvicina...


La Barcaccia, "il più amato, il più osannato, il solo e unico varietà operistico radiofonico quotidiano" (cito) , condotto da Enrico Stinchelli e Michele Suozzo, giunge quest' anno alla ventesima edizione. Per festeggiare un traguardo così importante ha quindi programmato, per domani sera, lunedì 27 ottobre, alle ore 20:30, una serata commemorativa con numerosi ed importanti ospiti. Tra questi, ovviamente, non potevano mancare i nostri Daniela e Fabio che, fonti interne, mi dicono canteranno il duetto dal primo atto dell' Otello...
Lo spettacolo, fortunatamante, verrà trasmesso in diretta su Radiotre Suite ed in streaming sul sito http://www.radio.rai.it/radio3/ascolta.cfm

Per prepararci all' ascolto, ecco lo splendido "Già nella notte densa..." dal cd Philips Love Duets: